Presentazione

“I greci lo sapevano. Eos, la divina Aurora, era stata condannata dalla gelosia di Afrodite ad amare uomini mortali. Si innamorò di Titono, e supplicò Zeus di renderlo immortale. Ma si dimenticò di chiedere per lui l'eterna giovinezza. Titono diventò immortale, ma invecchiava ogni giorno, finché si ridusse raggrinzito, e la bella Eos dalle dita di rosa, che ogni mattina risaliva umida di rugiada dal suo giaciglio d'Oriente, fu così disgustata di quel suo decrepito compagno da chiuderlo nella stanza da letto, finché Titono si trasformò in una cicala”


Fin dall’antichità il desiderio dell’uomo è stato non solo quello di diventare immortale, ma anche quello di restare eternamente giovane e bello.

Non esiste un concetto assoluto di bellezza, ogni epoca ed ogni civiltà ha avuto i suoi modelli. Attraverso l’arte ci sono stati trasmessi i canoni della bellezza nel corso dei secoli. L’opulenza femminile delle carni, quando la fame e fatica erano la norma, era considerato un valore estetico, come ci mostrano molte opere artistiche.   Ancora negli anni ‘40 le ragazze in copertina apparivano in posa con la cellulite, mentre le rughe erano il risarcimento della saggezza.

A volte si è cercato di apparire più attraenti con modalità curiose, come l’espansione delle labbra degli Ubangi, o come in tribù l’allungamento dei lobi auricolari, oppure del collo, o il procurarsi cicatrici. Ci siamo tatuati, abbiamo forato il naso, verniciato d'oro un dente. Il concetto di bellezza dunque è variabile a seconda dei tempi, dei paesi ed anche da soggetto a soggetto. La medicina e la chirurgia estetica si adattano alle diverse esigenze. Ovviamente solo laddove ci sia una giusta indicazione.

 Dott. Angelo Trivisonno


 
 

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